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Household Gods | Johns Hopkins Archaeological Museum

 Illustrazione ottocentesca di oggetti religiosi in bronzo del golfo di Napoli. Si noti la mano di Sabazio (7), la statuetta di Lar (25), la statuetta di Ercole (29) e la statuetta di Arpocrate-Cupido (27). Ceci, Carlo. 1854. Piccolo Bronzi del Real Museo Borbonico: Distinti per Categorie in Dieci Tavole, Descritti e Disegnati. Napoli: Stamperia di Salvatore Piscopo, Museo Nazionale di Napoli. Piatto V.

Illustrazione ottocentesca di oggetti religiosi in bronzo del Golfo di Napoli. Si noti la Mano di Sabazio (7), la statuetta di Lar (25), la statuetta di Ercole (29) e la statuetta di Arpocrate-Cupido (27).
Ceci, Carlo. 1854. Piccolo Bronzi del Real Museo Borbonico: Distinti per Categorie in Dieci Tavole, Descritti e Disegnati. Napoli: Stamperia di Salvatore Piscopo, Museo Nazionale di Napoli. Piatto V. Immagine per gentile concessione delle Collezioni Speciali, The Sheridan Libraries, Johns Hopkins University.

Queste piccole statuette di bronzo fanno luce sulle pratiche religiose romane nella sfera privata. La maggior parte delle famiglie romane aveva una nicchia o un altare progettato per il culto privato, chiamato larario. Spesso situato nell’atrio o vicino al focolare della cucina, il design del larario evocava l’architettura dei templi pubblici in miniatura. Le famiglie disponevano statuette religiose, come quelle incluse in questa mostra, all’interno dei larari. La scala intima e l’impostazione di questi santuari religiosi domestici rendevano il culto quotidiano delle divinità più tattile e personale.

Questa selezione di statuette imita le collezioni antiche, come il gruppo del Walters Art Museum che è stato trovato a Boscoreale. L’assemblaggio di statuette in questa mostra contiene più statuette delle stesse divinità, che era comune ai gruppi di statuette trovate insieme. Queste piccole statuette di bronzo erano prodotte in serie, e spesso riproducevano l’iconografia di tipi scultorei ben noti.

Fotografia della moderna struttura larario nelle Gallerie Romane del Walters Art Museum, Baltimora, MD, che ospita statuette di bronzo scavate dalla Villa di Boscoreale.

Fotografia della moderna struttura del larario nelle Gallerie Romane del Walters Art Museum, Baltimora, MD, che ospita statuette di bronzo provenienti dalla Villa di Boscoreale. Immagine per gentile concessione del Walters Art Museum.

Le statuette presenti in questa mostra illustrano la confluenza politeistica e interculturale delle antiche religioni mediterranee. Il bucranio, teschio di toro o di bue, rimanda alle rappresentazioni mediterranee preistoriche del sacrificio. Evoca anche l’immaginario religioso del periodo imperiale romano. La statuetta del sacerdote etrusco ricorda una precedente cultura italica i cui riti e tradizioni furono adottati dai Romani. Porta una corona di foglie, una patera (piatto d’offerta) e un incensiere. I Lares, divinità che sorvegliavano la fortuna e la protezione della casa romana, stanno in posture simili, e un Lar porta una patera paragonabile a quella del sacerdote etrusco. La mano di Sabazio, un simbolo apotropaico di origine mediterranea orientale, e la figura di Arpocrate, una divinità composita di influenza greca, egiziana e romana, esemplificano l’assimilazione da parte dei Romani di culti religiosi stranieri. Le figure di Ercole riflettono una simile integrazione dell’eroe nella politica e nella religione della tarda Repubblica e dei primi periodi imperiali, quando Ercole divenne più importante nello spazio domestico romano e fu incorporato nella mitologia fondamentale di Roma. La presenza dell’iconografia erculea nei santuari domestici evidenzia gli aspetti tutelari di questa divinità poliedrica.

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